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Archivio mensileSettembre 2017

Dopo tre mesi

Non è facile ricominciare dopo tre mesi passati lontani da quelle aule.
Appena varcheremo quel portone sapremo già a cosa andremo in contro: ansie, paure, stress e crisi varie.
Avremo paura di non essere all’altezza di ciò che ci aspetta, temere di fallire. Eppure ce la faremo, perché alla fine ce la facciamo sempre, in un modo o nell’altro.
Gli altri proveranno ad abbatterci, ma noi resisteremo.
Tutti noi abbiamo dei sogni da realizzare, non importa quanto sarà difficile, non importa se saremo soli durante il nostro percorso, li realizzeremo.

Desidero augurare di cuore un buon inizio anno a tutti gli straordinari studenti di questo istituto.

Benvenuti e bentornati a tutti voi.

Lisa

La succursale delle meraviglie🎡

ATTENZIONE! 

L’articolo che state per leggere è stato scritto con ironia, la quale, cito dal vocabolario Treccani, ” [..] Può avere lo scopo di deridere scherzosamente o anche in modo offensivo, di rimproverare bonariamente, di correggere, e può essere anche una constatazione dolorosa dei fatti, di una situazione, ecc.; […]”

O meglio la succursale del Paese delle Meraviglie, in quanto sulla sua nuova ubicazione e soprattutto sulle infrastrutture in essa presenti si sono oramai diffuse le più strampalate e, dobbiamo ammetterlo, affascinanti leggende. Dalla lim di marzapane per addolcire finalmente le lezioni di inglese, alle macchinette invertite, nelle quali sarà possibile inserire i fondi di caffè per ricevere indietro qualche soldo. Sogno o realtà? D’altronde l’unico modo per riprendersi da un incubo durato anni non può essere che un viaggio nel Paese dei Balocchi.

L’ errante

IL MONTI A PEZZI

Come tutti sapete questa mattina nella classe 3EA è caduto dal soffitto un pezzo di intonaco, ciò non è nuovo, già in passato il nostro amato Angelo è stato vittima di tale deperimento scolastico.

La scuola che vogliamo è davvero questa?

Siamo stati quasi tutti vittime del freddo glaciale della succursale e dello scarso rendimento dei servizi igenici. Cosa vogliamo fare essere semplici vittime oppure ribellarci a questo sistema? Certo non sto sicuramente incitando ad una rivoluzione comunista, ma forse, uno sciopero per quanto possa essere futile, servirà a far capire alle persone competenti ciò che sta succedendo in un luogo pubblico.

Impossibile ricominciare

Seduti sotto i palazzi.

Si rientra a casa tardi.

Le madri che non dormono.

Sempre a porsi gli stessi quesiti:

Figlio mio,

Perché hai lasciato la scuola?

La scuola non è cosa mia, madre.

Sempre sotto i palazzi.

Le strade della città mi corteggiano.

Nel frattempo si pensa al futuro.

No! Far crescere i figli qui, no!

Criticati da uomini fedeli.

perché per loro star sotto i palazzi è operare per il demonio.

Non vi è via di scampo.

Si risponde con le mani.

Annegati nei peccati.

Condannati fin da l’inizio alla sconfitta.

Si gioca a calcio per sentirsi vivi.

Ci vuole una svolta epica!

Questa vita nessuno se la merita.

Sempre gli stessi ostacoli

Qui si è nella giungla.

Ogni giorno è più pesante.

Le giornate si somigliano sempre più.

Allora si rapina per cambiare vita.

Si nasconde l’erba ai genitori, per rispetto.

Di notte si lavora per le strade.

Si rompono i denti per avere qualche cosa.

Nel frattempo gli sbirri sono in pattuglia.

Bisogna cambiare vita!

In fondo si desidera solo il salario base di Gareth Bale…

Adesso cosa si farà?

Si prende la valigia.

Direzione Aleppo o Rakat!

Adesso qui è finita la vita,

per colpa di una quotidianità da lupi.

Nessuno vorrebbe avere successo con ciò che è illegale.

Si legalizza quando si vive di merda.

Doloroso vedere i frati (amici) pestati a sangue da altri lupi.

In quel momento si capisce che il motto della vita è “sopravvivenza”

Lo spirito diventa amaro.

Gli umori non sono più di festa.

Si apprezza il fatto di creare come psicosi lo spavento collettivo .

L’élite pensa che vada tutto bene, quando i lupi sottopalazziali si mangiano tra di loro.

Non sanno che presto saranno loro a venire divorati,

Non appena i lupi saranno finiti.

Ma accortisi dell’inganno, è ormai impossibile ricominciare da capo.
Yacob 🙏

Beatrice Lost In Australia 🌏

” Fin da quando frequentavo la prima superiore e iniziavo a sentire parlare di intercultura ero riluttante a trascorrere un periodo all’estero. La scuola, la famiglia, gli amici…erano troppe le cose che avrei potuto perdere e troppe quelle che avrei dovuto mettere in discussione. Non ero pronta a tuffarmi in questo mondo. Ed è stato così per anni. Ogni volta che i volontari e le returnèe entravano nella porta della nostra classe per esporre i vari programmi culturali la prendevo come occasione per perdere quei dieci minuti della noiosa lezione. Non li ascoltavo realmente. Fino a quando non sono arrivata in terza. Ero cresciuta. Molto. Ma fu un insieme di cose, di “coincidenze“, come le chiamerebbe qualcuno, e quella volta, quando i volontari entrarono dalla porta, li guardai con occhi diversi. Ascoltai ogni singola parola e, mentre una voce nella testa continuava a ripetermi “pazza! Non ci starai pensando davvero?!?”, l’altra parte di me iniziava a compilare le miriadi di moduli per l’iscrizione. Incontri, fogli, selezioni, ansia, altri fogli e ancora tanta tanta ansia. Fino a quando, quella mattina del 24 febbraio 2016 non arrivarono i tanto attesi risultati. Dopo aver letto la fatidica frase “sei stata selezionata per un bimestrale in Australia” non sono riuscita a trattenermi. Un po’ ero delusa. La mia lista comprendeva tutti annuali a parte l’Australia e la nuova Zelanda in cui era possibile trascorrere solo 2 mesi. Ma da quel giorno il mio unico obbiettivo è diventato partire! Marzo, aprile, maggio, giugno…i mesi sembravano passare in un soffio, e io avevo ancora tante cose da fare!

Luglio arrivò e, dopo aver salutato tutti, mi sono ritrovata, quasi per caso e senza che me ne accorgessi sul serio, su un aereo! Direzione…la terra dei canguri naturalmente. Ma non solo di questo…anche dei tim tam, vegemite, outback e poi gli australiani! Questo popolo fantastico, dalla mente aperta e pronto ad aiutarti in qualsiasi momento. Non cambierei assolutamente nulla della mia esperienza! Naturalmente frequentavo la scuola, il che non è per nulla male come in molti pensano! Ho conosciuto un sacco di gente e ho avuto la possibilità di migliorare il mio inglese in una maniera favolosa. Le scuole sono naturalmente molto diverse, ogni studente può scegliere i corsi che preferisce frequentare e le pause sono due di mezz’ora ciascuna, il che mi ha aiutata a familiarizzare con i miei compagni. È stato semplicemente incredibile! Non ho avuto grosse difficoltà ma naturalmente ritrovarsi catapultati dall’altra parte del pianeta non è stata una passeggiata. Certamente la mia nuova famiglia, anche se non di sangue, mi ha supportata e aiutata per tutti i 3 mesi.

Parlare dell’esperienza in se è difficile. L’unico modo per capire l’emozione, la paura, la felicità di quei momenti è viverli. Sicuramente potrei raccontare di quando ho visto Sydney per la prima volta, dell’emozione che ho provato nuotando con gli squali, del sollievo quando al mattino indossavo l’ uniforme non dovendomi preoccupare per cosa mettermi ma sentire comunque le farfalle nello stomaco tutte le mattine per l’entusiasmo di vivere un’altra giornata con i miei compagni. Potrei parlare del musical a cui ho partecipato, dall’ansia salire sul palco e delle felicità di quando da lassù ho  sentito la mia nuova famiglia fare il tifo per me. O ancora del gelato con 5 gradi e della fantastica “pizza” con l’ ananas. Potrei passare ore a cercare di spiegarlo ma nessuno capirebbe davvero il mix di emozioni di quei giorni.

Nessuno potrebbe comprendere la tristezza di dover risalire sull’aereo.

Purtroppo però il tempo non si può controllare. I giorni si succedevano velocemente e presto arrivò il momento di tornare. A malincuore dovetti lasciare tutto quello che di bello avevo vissuto per tornare alla solita routine italiana. Questa penso che sia la parte più difficile del programma e fu dura superarla. In ogni caso questo non è un addio, ma un arrivederci.

Consiglio a chiunque questa esperienza. Buttatevi! La vita è una sola e questa esperienza ve la cambierà! Non conoscerete solo una nuova lingua, una nuova cultura o un nuovo modo di pensare ma anche, e specialmente, voi stessi. Quindi non ascoltate quella vocina che vi dice di restare al sicuro nella vostra solita routine! Partite, vivete e sperimentate, sicuramente non ve ne pentirete! ”

Beatrice Villata 💜

Noemi Lost In Finland 🌏

” Partire per l’anno all’estero è stata, finora, la scelta più importante della mia vita. Così, con la consapevolezza di dover lasciare tutto quello che ho sempre amato e voltare pagina, ho cominciato a scrivere il primo capitolo della mia vita in Finlandia. Il primo mese è stato una vacanza: la prima sauna, il cottage in riva al mare, il ruisleipä (pane nero finlandese), insomma le prime nuove esperienze. Ho cominciato a conoscere la cultura e le abitudini di questo nuovo piccolo mondo completamente diverso dall’Italia.Pian piano la situazione si è ribaltata ed è arrivato quel momento che ogni exchange student conosce bene. Cominciano le prime difficoltà, si è soli, la famiglia manca da morire e non si aspetta altro che arrivi sabato per poter chiamarla. Ammetto che questo periodo è stato davvero molto lungo e faticoso per me; ho dovuto cambiare famiglia e ho dovuto adattarmi un’altra volta dovendo ricominciare di nuovo da capo. Ora però sono davvero entusiasta e anche se ho dovuto superare mille difficoltà non cancellerei mai questo periodo che mi ha resa così forte e indipendente. Durante questi quattro mesi ho avuto modo di conoscere ragazzi da tutto il mondo che come me stanno trascorrendo un anno in Finlandia; è una sensazione speciale ascoltare le loro avventure e poter contare su persone che nonostante non parlino la mia lingua stiano diventando così importanti per me.

Nel tempo libero adoro visitare nuove città, fare attività in famiglia e andare ad Helsinki per incontrare i miei amici. Per quanto riguarda la scuola mi piace molto. Il sistema scolastico è molto più organizzato ed efficace a mio parere. L’anno scolastico si divide in 5 periodi e a fine di ogni periodo si ha un esame delle materie che si sceglie di studiare. Io  comincio alle 8.15 tutti i giorni e finisco verso le

14.30 o 16.00. Alla fine di ogni corso si hanno 15 minuti di intervallo per raggiungere la classe in cui si terrà la lezione seguente e rilassarsi. Il pranzo è alle 11 ed è offerto dallo stato. La cosa che più mi ha stupito è la scuola è super tecnologizzata: ogni alunno ha il proprio computer, nessuno usa i libri,la professoressa spiega usando la LIM e in ogni classe ci sono 5/6 computer che possono essere utilizzati da chi ne ha bisogno.

Stando qui ho anche imparato ad apprezzare le giornate buie (massimo 6 ore di luce) e la temperatura gelida che a volte sfiora i -15 C e credetemi che per un classico finlandese a  0 C fa caldo…

Ma tra tutti questi cambiamenti quella che davvero è cambiata sono io. Ogni mattina mi alzo con la consapevolezza di dover affrontare un giorno nuovo lontana da quelle persone che da sempre sono state la mia “casa”, con la certezza di dovermi affidare a me stessa perché sono l’unica persona su cui poter contare e ancora una volta non sapendo cosa mi riserverà la giornata. Ma nonostante tutto non rimpiangerò mai e poi mai la scelta che ho fatto perché le emozioni che mi ha regalato sono solo frutto della mia determinazione e voglia di mettermi sempre in gioco!

Quindi cari lettori, quando la vita vi metterà davanti a certe situazioni difficili da superare, a prove che pensiate di non poter affrontare ricordatevi che per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio e quelle difficoltà che tanto avete odiato vi permetteranno di raggiungere i vostri sogni. Se c’è una cosa che so per certo è che sono stati i gesti più piccoli che hanno riportato la luce nei miei giorni più bui; basta saperli cogliere!

Per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi, un saluto da qualche miglia di distanza ❤️ ”

Noemi Cocchi

Gli Angeli dell’America Latina

Quest’anno ci propongono un’avventura diversa dalle altre, una settimana in Calabria per raccogliere arance, le quali saranno trasportate al Nord, smistate e in seguito vendute. Il contributo sarà devoluto alle loro missioni in Perù, Brasile ed Equador. Per chi non potrà partecipare alla settimana in Calabria la cui partenza sarà prevista per la sera del 1 Gennaio, i ragazzi propongono nelle settimane successive altri incontri nei quali verranno smistate le arance che verranno in seguito vendute.  Alcuni studenti del nostro lstituto (me compresa) hanno contribuito in tempi passati a questa iniziativa, che dire, è stata un’avventura vera e propria, i ragazzi del M.G. sono molto amichevoli e i pomeriggi passati insieme a loro mi sono serviti moltissimo per aprire gli occhi e conoscere una verità diversa e non quella del tutto e subito. Inoltre si crea proprio un bel clima e un rapporto di amicizia, un pomeriggio alternativo e ottimo per chi vuole fare nuove amicizie. 🙂

Vi invito davvero a lasciare il vosto nome e numero di telefono sui fogli che ci hanno lasciato! Verranno a raccoglierli il 12 Dicembre, quindi fatevi avanti e donate un po’ del vostro tempo! Vi aspettiamo numerosi!!

AMORE RUBATO

Che ne sapevo io dell’amore… pensavo fosse così.Per tutta la vita ti insegnano a mitizzarlo, così cresci con l’idea che l’amore è buono… è buono e basta.     Non ci sono cartelli che ti avvertono di stare attenta o cani poliziotto pronti a difenderti.Non ci sono istruzioni, anzi spesso le regole le scrive chi è più forte di te.

Francesca Boitani

Rami spezzati

Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre; il futuro che aspetta non lo si può deludere.

Ines Sansone

GOD BLESS MONTI !

Entrambe le liste candidate alla rappresentanza d’ lstituto sono brillanti e fiduciose, con grandi aspettative per ciò che li attenderà tra pochi giorni. Sia la lista 1 sia la 2 sono ricche di progetti definiti da loro ”realizzabili”. Durante il corso delle rispettive interviste è emersa chiaramente la netta differenza fra le due liste: l’esperienza. A riguardo ci permettiamo di dire che il punto cardine della lista 2 sia proprio Marica Monteleone, candidata per la seconda volta alle elezioni, ha ben chiare quali siano le necessità degli studenti e quali novità riportare a livello scolastico.

Ciò che ha unito la lista 1 composta da: Giulia Pantone, Ester Amico e Andrea Maestri che la lista 2 composta da: Marica Monteleone, Elena Gambaruto e Inti Sartoretto, in questa avventura, è l’irrefrenabile voglia di mettersi in gioco e ambire ad un solido cambiamento. Inoltre la maggior parte dei punti proposti da entrambe le liste si accomunano per il loro costo zero.

GOD BLESS MONTI E CHE VINCANO I MIGLIORI !
Lisa