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Beatrice Lost In Australia 🌏

Beatrice Lost In Australia 🌏

” Fin da quando frequentavo la prima superiore e iniziavo a sentire parlare di intercultura ero riluttante a trascorrere un periodo all’estero. La scuola, la famiglia, gli amici…erano troppe le cose che avrei potuto perdere e troppe quelle che avrei dovuto mettere in discussione. Non ero pronta a tuffarmi in questo mondo. Ed è stato così per anni. Ogni volta che i volontari e le returnèe entravano nella porta della nostra classe per esporre i vari programmi culturali la prendevo come occasione per perdere quei dieci minuti della noiosa lezione. Non li ascoltavo realmente. Fino a quando non sono arrivata in terza. Ero cresciuta. Molto. Ma fu un insieme di cose, di “coincidenze“, come le chiamerebbe qualcuno, e quella volta, quando i volontari entrarono dalla porta, li guardai con occhi diversi. Ascoltai ogni singola parola e, mentre una voce nella testa continuava a ripetermi “pazza! Non ci starai pensando davvero?!?”, l’altra parte di me iniziava a compilare le miriadi di moduli per l’iscrizione. Incontri, fogli, selezioni, ansia, altri fogli e ancora tanta tanta ansia. Fino a quando, quella mattina del 24 febbraio 2016 non arrivarono i tanto attesi risultati. Dopo aver letto la fatidica frase “sei stata selezionata per un bimestrale in Australia” non sono riuscita a trattenermi. Un po’ ero delusa. La mia lista comprendeva tutti annuali a parte l’Australia e la nuova Zelanda in cui era possibile trascorrere solo 2 mesi. Ma da quel giorno il mio unico obbiettivo è diventato partire! Marzo, aprile, maggio, giugno…i mesi sembravano passare in un soffio, e io avevo ancora tante cose da fare!

Luglio arrivò e, dopo aver salutato tutti, mi sono ritrovata, quasi per caso e senza che me ne accorgessi sul serio, su un aereo! Direzione…la terra dei canguri naturalmente. Ma non solo di questo…anche dei tim tam, vegemite, outback e poi gli australiani! Questo popolo fantastico, dalla mente aperta e pronto ad aiutarti in qualsiasi momento. Non cambierei assolutamente nulla della mia esperienza! Naturalmente frequentavo la scuola, il che non è per nulla male come in molti pensano! Ho conosciuto un sacco di gente e ho avuto la possibilità di migliorare il mio inglese in una maniera favolosa. Le scuole sono naturalmente molto diverse, ogni studente può scegliere i corsi che preferisce frequentare e le pause sono due di mezz’ora ciascuna, il che mi ha aiutata a familiarizzare con i miei compagni. È stato semplicemente incredibile! Non ho avuto grosse difficoltà ma naturalmente ritrovarsi catapultati dall’altra parte del pianeta non è stata una passeggiata. Certamente la mia nuova famiglia, anche se non di sangue, mi ha supportata e aiutata per tutti i 3 mesi.

Parlare dell’esperienza in se è difficile. L’unico modo per capire l’emozione, la paura, la felicità di quei momenti è viverli. Sicuramente potrei raccontare di quando ho visto Sydney per la prima volta, dell’emozione che ho provato nuotando con gli squali, del sollievo quando al mattino indossavo l’ uniforme non dovendomi preoccupare per cosa mettermi ma sentire comunque le farfalle nello stomaco tutte le mattine per l’entusiasmo di vivere un’altra giornata con i miei compagni. Potrei parlare del musical a cui ho partecipato, dall’ansia salire sul palco e delle felicità di quando da lassù ho  sentito la mia nuova famiglia fare il tifo per me. O ancora del gelato con 5 gradi e della fantastica “pizza” con l’ ananas. Potrei passare ore a cercare di spiegarlo ma nessuno capirebbe davvero il mix di emozioni di quei giorni.

Nessuno potrebbe comprendere la tristezza di dover risalire sull’aereo.

Purtroppo però il tempo non si può controllare. I giorni si succedevano velocemente e presto arrivò il momento di tornare. A malincuore dovetti lasciare tutto quello che di bello avevo vissuto per tornare alla solita routine italiana. Questa penso che sia la parte più difficile del programma e fu dura superarla. In ogni caso questo non è un addio, ma un arrivederci.

Consiglio a chiunque questa esperienza. Buttatevi! La vita è una sola e questa esperienza ve la cambierà! Non conoscerete solo una nuova lingua, una nuova cultura o un nuovo modo di pensare ma anche, e specialmente, voi stessi. Quindi non ascoltate quella vocina che vi dice di restare al sicuro nella vostra solita routine! Partite, vivete e sperimentate, sicuramente non ve ne pentirete! ”

Beatrice Villata 💜

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