Oscar 2018: La forma dell’acqua

“La forma dell’acqua”, film tra la fantascienza e la fiaba, incentra la propria trama sul rapporto tra due isolati dalla società.
Il regista Guillermo del Toro ambienta l’opera nel 1962, in piena guerra fredda.

Il film evidenzia il clima di forte tensione e di discriminazione, sessista, razzista e xenofoba che caratterizzava la società americana dell’epoca.
La protagonista è Elisa (interpretata dall’attrice Sally Hawkins) ,donna affetta mutismo che lavora come inserviente in una base militare nei pressi di Baltimora.
All’interno dell’edificio è segregato un “uomo-pesce” di cui viene studiato il sistema respiratorio perchè si ritiene possa essere utile per le future missioni spaziali.
Questa creatura è perseguitata dal responsabile della sicurezza Strickland, che lo ritirne un’ eresia vivente nei confronti di Dio.
La nostra protagonista incontra il mostro, con cui si sviluppa un rapporto e al quale insegna il linguaggio dei segni. Decide così di ideare un piano per liberarlo e portarlo nel suo habitat originario. Si fa aiutare dai suoi amici Zelda, che lavora insieme a lei, e Giles, suo vicino di casa; entrambi sono rifiutati dalla società in quanto Zelda è nera e Giles è gay.

L’intreccio della storia è prevedibile, ma lo sviluppo dei personaggi e il modo in cui la storia viene narrata lasciano lo spettatore incollato allo schermo.
La comunicazione, sia tra il film e lo spettatore che tra i personaggi principali, è dettata da sguardi e silenzi, che riescono a trasmettere forti emozioni.

E’ per questo che il film riceve 13 nomination e riceve 4 premi Oscar come: miglior film, miglior regia, migliore colonna sonora originale, miglior scenografia.

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