Una giornata allo scientifico

7:45 sono davanti alla scuola, fa freddo, troppo freddo.                 Quando aprono le porte?

8:00 sono riuscita ad entrare, devo superare due piani di scale, con gradini alti 10 metri, forse riesco a raggiungere la meta.

A metà del tragitto vengo investita da un aroma di croissant appena sfornati, la tentazione di scendere al bar è troppa, ma devo resistere.

Riesco ad arrivare in classe.

8:05 prima ora: Morfeo mi sta chiamando a sè, ma devo resistergli, c’è scienze. 

9:55 non si sa come, ma sono sopravvissuta alle due ore più lunghe che io abbia mai vissuto.

Ne mancano “solo” quattro.

11:00 finisce filosofia e abbiamo perso quattro valorosi soldati, li vedo, con lo sguardo perso nel vuoto che cercano di tenere gli occhi aperti con immensa difficoltà.

11:55 inglese e filosofia superate con non poca fatica. Un solo pensiero: pizza. Devo affrontare le scale: primo piano, piano terra, vengo investita da un fiume di persone, la pizza è ormai divenuta un miraggio. Ci rinuncio. Mi faccio coraggio e torno su, ad ogni gradino che faccio, la fame aumenta. Decido di fare un sosta alle macchinette del primo piano. Ad un certo un punto mi ricordo che c’è la verifica di fisica, improvvisamente il senso di vuoto allo stomaco scompare, ho un unico pensiero in mente: “DOV’È LA MIA CALCOLATRICE?!”. Corro per raggiungere la 5°, menomale, calcolatrice trovata, ora devo “solo” superare la prova di fisica.

13:10 finita! Se così si può dire, più che fisica sembrava una tecnica di tortura psicologica per studenti.

Dopo aver brillantemente superato il test psicologico per arruolarmi nei marines, la giornata migliora: ancora un’ora di storia e poi sono libera di tornare alla base.

13:50 finalmente sento il dolce suono della campanella. Mi immergo nella marea di studenti intenti ad uscire e finalmente sono fuori. Vorrei solo andare a casa a dormire… ah no, devo studiare, ovviamente.

Non sono pronta a un’altra giornata così domani.

Ci penserò più tardi, il mio unico pensiero è raggiungere il divano e collassare davanti ad un film!

 

Articolo di Chiara Critelli

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