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Bandersnacht: Libera scelta o decisione fittizia?

Bandersnacht: Libera scelta o decisione fittizia?

Il 28 Dicembre 2018 dopo mesi di attesa fomentata da una fitta campagna pubblicitaria, viene rilasciato con successo il primo film interattivo di Netflix: Bandersnatch.

Si tratta niente meno che del finale di stagione di Black Mirror, una famosa serie TV con episodi autoconclusivi che esplora un futuro (neanche troppo prossimo) in cui le invenzioni più innovative, si scontrano con i più forti istinti umani portando a terrificanti effetti collaterali.

Bandersnatch racconta la storia del diciannovenne Stefan Butler il quale è impegnato nella programmazione di un videogame “a bivi” basandosi su un libro (da cui l’episodio prende il nome) appartenuto alla madre.

La dinamica è molto semplice: durante l’episodio lo spettatore viene posto di fronte ad alcune scelte e ha dieci secondi di tempo per prendere una decisione.

Le opzioni che vengono presentate hanno diversi tenori: variano dal scegliere semplicemente i cereali della colazione al decidere se ascoltare o meno il padre.

Scelta dopo scelta la storia prende forma e assume risvolti differenti per giungere così a uno dei cinque finali ufficiali.

Altra conseguenza delle nostre scelte è la durata dell’episodio che spazia da quaranta minuti a due ore e mezza.

Tuttavia fin dalle prime scelte, la morale che vuole darci C. Brooker (il creatore) è molto chiara: scegliere liberamente non è possibile.

Questo aspetto emerge abbastanza esplicitamente da alcune battute o scene metacinematiche in cui il protagonista stesso si accorge che le proprie decisioni in realtà non gli appartengono ma che è qualcuno che le prende al suo posto (in questo caso lo spettatore). Si instaura così un dialogo tra Stefan e noi che guardiamo il film, rendendo se possibile ancora più angosciosa l’atmosfera.

Durante l’episodio molto spesso ci troviamo infatti di fronte a decisioni che sono solo apparentemente diverse e che portano inevitabilmente a finali indesiderati.

Il nuovo prodotto Netflix interagisce con lo spettatore anche in modi inattesi o beffardi, prendendo in giro il concetto delle scelte multiple: per esempio, in una sequenza che riflette sulla nozione dell’intrattenimento, si fa avanti la possibilità di aggiungere un po’ di action alla storia e le due opzioni sono “Yes” e “Fuck Yeah!”. In altri casi, a prescindere dalla scelta, Brooker ci porta lungo un percorso prestabilito, rivolgendoci lo stesso messaggio che arriva al personaggio principale: non siamo noi ad avere il potere.

La visione di Bandersnatch ci porta inesorabilmente a chiederci: Siamo davvero liberi di scegliere o ci illudiamo di esserlo? Ciò che decidiamo è già stato previsto? E parlando per massimi sistemi: esiste il libero arbitrio?

Sul tema della scelta si sono pronunciati diversi filosofi tra cui spicca il pensiero di Søren Kierkeegard, con la sua filosofia caratterizzata da un precoce stampo esistenzialista.

Lo studioso danese analizza l’individuo nella sua assoluta individualità, il soggetto con la sua vita, con la sua dimensione fisica ed emotiva focalizzandosi però sul tema della libertà intesa come possibilità di scelta.

Per Kierkeegard la vita pone l’uomo sempre di fronte a molteplici possibilità, nessuna delle quali è garantita, così che ogni scelta comporti la possibilità del fallimento. Inoltre, per ogni decisione che prendiamo, ne scartiamo migliaia di altre.

Dalla possibilità deriva pertanto un unico sentimento: l’angoscia.

Di conseguenza, secondo il filosofo, l’uomo non ha la possibilità di essere indipendente ma è assoggettato e sottomesso alla propria libertà che (ossimoricamente) lo opprime.

Ovviamente una tale filosofia mette in risalto per lo più i drammi e il senso di soffocamento  che deriva dall’obbligo della scelta, ma è anche vero che forse a noi piace rimanere nell’illusione di essere liberi per sentirci padroni del nostro destino.

Tuttavia, che esista o meno il libero arbitrio non ci è dato saperlo (almeno per ora). La domanda a cui però possiamo provare a rispondere è: ci serve credere nel libero arbitrio?

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