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Buone vacanze!

Cari lettori,

siamo giunti alla fine di un nuovo anno scolastico. Il primo per molti e l’ultimo per alcuni.

E’ difficile dover parlare di un anno così strano per tutti, sia da un punto di vista scolastico che umano.

Le cose non saranno più come erano una volta, lo sappiamo bene; il processo per una nuova normalità è lungo.

La scuola è cambiata tanto in questi mesi: se prima eravamo abituati alla nostra classe, quest’ultima è ora la nostra camera da letto. La nostra classe fisica non esiste più e l’abbiamo affidata ad internet.

Le promesse e i piani che ci eravamo fatti, anche per noi del giornalino, sono sfumati sotto i nostri occhi senza che  noi potessimo afferrarli, ma questo non ci impedirà di crearne di nuovi.

Come primo vero anno da redattrice avevo tante idee per Linkappucciato  che spero di poter mettere in atto, anche solo metà di queste, l’anno prossimo.

Quest’anno, dopo tanto tempo, Linkappucciato ha fatto la sua prima uscita cartacea, alla quale abbiamo lavorato molto e essa ha riscontrato il suo successo. Questo ci ha dato una nuova carica e delle nuove motivazioni per continuare.

Ritengo corretto informarvi che ad Aprile sarebbe dovuto uscire il numero 2, ma abbiamo dovuto posticiparne l’uscita ancor prima di iniziare a lavorarci.

Sappiamo di essere stati poco presenti in questi mesi, la didattica a distanza ci ha prosciugato tutto il tempo che avevamo, e ricoprire il ruolo di studenti e giornalisti è stato molto, molto difficile.

È infatti ai miei “colleghi” che dedico queste parole: tutte le nostre idee non sarebbero attuabili se non avessi una formidabile redazione e una strepitosa professoressa che ci affianca sempre. Mi permetto di ringraziarli personalmente.

Data la situazione ancora precaria, mi posso solo permettere di augurare a tutti una buona estate e vi auguro di poter arrivare a settembre col sorriso sulle labbra pronti per iniziare un nuovo viaggio.

Buona estate a tutti.

Francesca Vassarotti

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Animal Crossing: new Horizons

Stressati per la scuola online? Vorreste uscire ma non potete uscire quanto vorreste causa Corona Virus? Volete giocare a qualcosa di non troppo impegnativo ma che vi permetta comunque di passare le giornate? Il videogioco Animal Crossing: New Horizons per Nintendo Switch fa allora per voi.
Animal Crossing: New Horizons è uscito il 20 marzo 2020 e in solo un mese e mezzo ha già venduto oltre 13 milioni di copie. Il videogioco ha fatto il boom sui Social Network e ha fatto avvicinare milioni di persone per la prima volta alla saga di Animal Crossing.

La premessa del videogioco.
I videogiochi della saga di Animal Crossing sono caratterizzati dal fatto che non è mai presente una vera e propria “fine” del gioco, e nemmeno una vera e propria trama.
La premessa “narrativa” è la seguente: il giocatore si trasferisce su questa isola deserta grazie al pacchetto “isola deserta” della Nook Inc.. Qui egli conoscerà ben presto i primi abitanti dell’isola, con cui potrà interagire, Tom Nook, il procione a capo della Nook Inc. che lo introdurrà alla meccanica delle Miglia Nook e lo accompagnerà nelle prime ore di gioco, assieme ai fratelli procioni Marco e Mirco, a cui il giocatore potrà vendere oggetti in cambio di stelline, la seconda valuta del gioco oltre alle Miglia Nook, in attesa di pagare Tom Nook per l’acquisto del pacchetto isola deserta.

Gameplay.
Il giocatore dopo la parte introduttiva avrà pieno libero arbitrio su cosa fare della sua isola. Altro elemento nuovo nella saga è la possibilità di “craftare” (ovvero creare) oggetti sfruttando il banco da lavoro nel tendone di Tom Nook. Il resto delle giornate passano in maniera tranquilla: il giocatore può craftare utensili per la cattura di insetti e pesci, da poi rivendere ai fratelli Marco e Mirco o da donare al museo, nonché trovare fossili in giro per l’isola. E’ possibile parlare con gli abitanti, che col passare del tempo aumentano trasferendosi nell’isola. Ma il vero “obbiettivo” è quello di creare, attraverso il crafting di oggetti che possono essere posizionati anche all’esterno attraverso una personalizzazione degli esterni e degli interni ( nel caso della propria casa) maggiore e migliore a quella di ogni altro Animal Crossing. Il numero di oggetti collezionabili è praticamente infinito e i numerosi modelli scaricabili da internet (i modelli sono disegni fatti tramite il videogioco che si possono posizionare ovunque nell’isola) permettono di aggiungere ulteriormente la propria personalità al tutto. L’avatar del giocatore è anch’esso personalizzabile con una grandissima serie di capigliature e vestiti.
Ogni giorno è possibile giocare quanto si vuole, tuttavia se si gioca più assiduamente sarà possibile fare progressi in minor tempo e ottenere più Miglia Nook e stelline. Con il tempo si andranno inoltre ad aggiungere personaggi e negozi, senza tralasciare la presenza di eventi speciali che avvengono in occasione di festività come la Pasqua o il Natale e che danno una svolta alla giornata tipo del videogioco. Infine, nel videogioco è presente anche il multiplayer online che permette, attraverso l’aereo della Dodo Airlines, di visitare le isole dei propri amici o avere ospiti nella propria per giocare tutti assieme.
Esempio di multiplayer in Animal Crossing: New Horizons: come si può notare, è possibile visitare un’isola in 8.

Perchè giocare Animal Crossing: New Horizons?
Quando si parla di questa saga, bisogna fare una premessa: Animal Crossing è un simulatore di vita dove l’orario della vita reale corrisponde con l’orario del videogioco. Il videogioco è lento, ogni cosa si ottiene dopo svariate ore di pesca o di cattura di insetti, di conseguenza se amate i videogiochi pieni di azione, questo probabilmente non farà per voi. Animal Crossing è un videogioco che permette di realizzare il proprio desiderio di evasione dalla realtà e vivere per qualche ora in un mondo calmo e sereno, dove le uniche preoccupazioni sono trovare i soldi per ingrandire la propria casa o pescare un pesce raro. Ed è appunto per questo motivo che ve lo consiglio in un periodo così stressante come quello che stiamo vivendo negli ultimi mesi. Animal Crossing: New Horizons permette di calmarsi e di vivere una realtà di sola felicità per qualche ora, per poi tornare alla vita reale, motivo per cui consiglierei l’acquisto di una Nintendo Switch anche solo per giocare a questo capitolo della saga, che di sicuro non è un capolavoro videoludico, ma dà al giocatore tutto ciò che egli potrebbe cercare in un simulatore di vita, se non di più.

Voto: 9

Benedetta Obliero

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Elezioni 2020

Le elezioni sono alle porte e quest’anno vi proponiamo un’intervista a coloro che si sono candidati per essere rappresentati d’istituto del liceo Augusto Monti.
Vari problemi e disguidi hanno portato ad una posticipazione del giorno dell’elezioni, ma nonostante ciò siamo fieri di presentarvi le tre liste dell’anno 2020.
Lista 1:
Perché avete deciso di candidarvi?
Anastasia Carpignano: “Per due anni ho rappresentato la mia classe, quest’anno ho voluto espandere i miei orizzonti e rappresentare invece la scuola, per poter dare voce agli alunni e farli diventare i protagonisti della scuola!
Nutro una grande passione per il nostro istituto, voglio sviluppare una visione analitica e migliorare tutto ciò che è possibile!
Purtroppo sotto alcuni punti di vista la collettività del monti si è allontanato troppo da tutti noi, è arrivato il momento di riapprpriarcene e di portarla a livelli superiori.”
Letizia Lodin: “Io mi sono proposta perché mi è stato chiesto prima di aggiungermi alla lista. Dopo un primo momento dove non trovavo un grande interesse, mi sono ritrovata a desiderare di poter fare un’esperienza che può aiutare la scuola ed esseremi utile per la mia esperienza di vita, dato che io sono una persona che prende molto seriamente l’organizzazione.”
Elisabetta Dezzani: “Ho deciso di candidarmi perché in questi anni ho potuto notare che molto spesso mancavano la comunicazione e la collaborazione all’interno dell’istituto. Il mio intento è di far si che ciò non capiti più e che ognuno degli studenti si senta parte fondamentale della scuola. Se venissi eletta,vorrei essere non solo un portavoce per le persone che frequentano il monti, ma anche un punto di riferimento per loro in caso di qualsiasi necessità.”
Heidi Berxulli: “Io mi sono candidata perché vorrei comprendere cosa significa prendere a carico gli interessi comuni di un gruppo di persone così ampio. Tante volte mi è sembrato di non far parte delle decisioni che venivano prese al Monti e non voglio che ciò vada avanti, ecco perché su tutti i punti accettiamo idee e consigli dagli studenti, perché ognuna di noi vorrebbe che tutti si sentissero importanti all’interno della scuola e che tutti capissero di far parte di un gruppo scolastico unito.”
•Cosa ne pensate dei vostri avversari?
“Pensiamo che alcune delle idee delle altre liste siano valide, e che debbano essere portate avanti a prescindere da chi sarà eletto.
Punto principale della vostra lista?
“La comunicazione è la parola chiave della nostra lista, il nostro obbiettivo è quello di creare maggiore collettività e migliorare non solo il rapporto tra allievo e rappresentante ma anche favorire le iniziative che nascono all’interno della scuola. Inoltre il nostro progetto principale è quello del teatro autogestito, che permetterà a tutti gli studenti di scoprire una grande forza interiore, abbattendo così le alte mura della timidezza.”
Perché le persone dovrebbero votarvi?
“Noi pensiamo che gli studenti debbano votarci perché il nostro intento è quello di valorizzare le loro idee e le loro priorità. Vogliamo anche rispettare il volere degli studenti, prenderemo in considerazione ogni singolo consiglio ed idea.”
Lista 2:
Perché avete deciso di candidarvi?
“Inizialmente non eravamo sicuri di candidarci, ma sotto la spinta dei vecchi rappresentanti ci siamo incontrati e, avendone parlato meglio, ci siamo convinti e rassicurati l’un l’altro. Abbiamo capito quanto davvero teniamo alla nostra scuola e quanto ci piacerebbe rappresentarla mettendo in atto le nostre idee per migliorarla.”
Cosa ne pensate dei vostri avversari?
“Le proposte dei nostri avversari ci piacciono molto, inoltre pensiamo che siano persone qualificate e se mai ci dovessimo trovare a lavorare con loro sappiamo che ne uscirebbe sicuramente qualcosa di bello.”
Descrivi i punti della lista.
“Essendo un’ “ambienta-lista”, i nostri punti fondamentali sensibilizzano gli studenti sui problemi ambientali, molto discussi nell’ultimo anno, ma per i quali la nostra scuola ha eseguito pochi cambiamenti.
Questi punti sono:
-Gli erogatori, le borracce e i posacenere.
Degli erogatori e delle borracce abbiamo discusso molto con gli ex rappresentanti, infatti ne hanno già discusso con il preside che si è già messo all’opera contattando le varie ditte.
-Posacenere all’ingresso della succursale
-Aggiunta di specchi, non solo per vanità ma soprattutto perché in questi anni abbiamo capito la necessità di averne almeno uno (pensiamo agli incidenti che possono capitare quotidianamente magari sporcandosi o ancora di più se pensiamo alle problematiche che hanno gli studenti con le lenti a contatto).
-Gruppi studio, già proposti l’anno precedente, ma l’idea non è riuscita ad essere realizzata a causa di scarsa partecipazione, vorremo quindi riproporla.
-Gruppo di whatsapp con i rappresentanti di ogni classe
-Mercatino del monti, la compravendita di libri scolastici utilizzati all’interno della scuola, autogestito dagli studenti.
-Due giorni di cogestione, durante la quale integrare alcune attività con altre scuole.
-Aggiungerne qualche ballo scolastico durante l’anno, ovviamente più piccoli rispetto a quello di fine scuola.
-Borracce ed altri gadget
-Logo sui gadget, e decideremmo insieme agli studenti se mantenere quello dell’anno scorso oppure se cambiarlo facendolo disegnare da alcuni ragazzi.”
Lista 3:
Perché avete deciso di candidarvi?
Federico Annone: “Ho sempre desiderato fare il rappresentante d’Istituto, purtroppo a causa di impegni extrascolastici non ho mai avuto abbastanza tempo. Paradossalmente quest’anno nonostante io stia affrontando la 5ª, ho più tempo per dedicarmi a questa attività.”
Giacomo Aresca: “Anche a me l’idea di candidarmi come rappresentante d’Istituto è sempre piaciuta. L’anno prossimo affronterò un percorso con Intercultura che mi porterà lontano dall’Italia e quando Federico mi ha proposto di presentare una lista insieme a lui, non ho potuto che cogliere la palla al balzo.”
Cosa ne pensate dei vostri avversari?
“Preferiamo non esprimere un giudizio sugli altri candidati perché riteniamo non sia compito nostro farlo. Speriamo in ogni caso che siano eletti i più meritevoli tra i candidati.”
Punto principale della vostra lista?
“Nonostante siamo stati etichettati come “La lista degli assorbenti”, pensiamo che tutte le nostre proposte siano importanti allo stesso modo.”
Descrivi i punti della lista.
“I punti della nostra lista rispecchiano la nostra filosofia: “pochi ma buoni”. A nostro avviso è importante portare avanti le idee già funzionanti all’interno dell’Istituto, affiancandole con un paio di idee nuove che siano efficaci e semplici da realizzare. Reputiamo inoltre interessanti alcune proposte delle altre liste a tal punto che in caso di vittoria, saremmo felici di applicarle.”
Perché le persone dovrebbero votarvi?
“Gli studenti del Monti dovrebbero votarci perché siamo convinti di ciò che diciamo, di ciò che facciamo e siamo seri e credibili.”

Gloria Falletta

linkappucciato

Banco alimentare

Il “Banco alimentare” ha ormai raggiunto il trentesimo anniversario di un evento che oltre la scuola riguarda tutta la comunità di Asti.
Questo progetto, che ha come referente la professoressa di religione Maria Scicchitano, consiste nella raccolta di beni di prima necessità nel periodo precedente al Natale.
Per festeggiare questo trentesimo anniversario é stata organizzata una mostra temporanea nella sede del nostro istituto.
Nella mostra erano presenti fotografie riguardanti i volontari e le persone che hanno un rapporto con il banco alimentare.
All’interno della mostra veniva anche presentata l’economia circolare in rapporto agli alimenti, spiegata anche l’importanza di non sprecare il cibo; ogni anno vengono gettati nella spazzatura circa 72 milioni di pasti.
Veniva anche spiegata la storia del banco alimentare: nasce nel 1967 quando, negli USA, un uomo inizia a donare il cibo gettato via da ristoranti e da negozi ai poveri. Il banco alimentare arriva in Italia nel 1989 e raggiunge il nostro istituto lo stesso anno.
Vengono riportate testimonianze di persone che ogni anno si impegnano per la riuscita di questo progetto facendo capire l’importanza di un aiuto ai più bisognosi della comunità di Asti e non solo.
Invitiamo tutti a non rimanere indifferenti e, anche le più piccole cose come un pacco di pasta o una bottiglia di latte, possono fare la differenza per qualcuno.

 

Sara Di Rocco

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Cartelloninception

Come i più attenti scrutatori del nostro istituto avranno potuto notare, al piano terra di sede e succursale, sono stati appesi due cartelloni che portano la firma del nostro giornalino.

In breve, a cosa servono?

Questi manifesti sono indirizzati a tutti gli studenti della nostra scuola che vogliono, in maniera diretta e indiretta, contribuire allo sviluppo del nostro progetto del giornalino scolastico (il quale a brevissimo porterà molte novità per tutti gli studenti del nostro istituto).

I cartelloni hanno il principale obbiettivo di mostrare a tutti gli studenti gli articoli che stanno per uscire, e mostrare a tutti una piccola anteprima di essi.

Questo non è però il loro unico compito, infatti, hanno anche il ruolo di stabilire un contatto tra gli studenti e la nostra redazione.
In che modo?
Con la busta delle idee e richieste alla redazione. La quale si trova nella parte inferiore dei cartelloni, e in cui ciascun studente può inserire le proprie idee e varie richieste di articoli, che la nostra redazione valuterà e di cui cercherà di tenere conto.

Un altro mezzo di comunicazione tra redazione e studenti (sicuramente più moderno), passa attraverso i social.
Tutti gli studenti avranno modo di poter entrare in contatto con la redazione, attraverso le pagine Instagram, Facebook e Twitter de “Linkappucciato”, le quali sono state appositamente “spammate” sempre nella parte inferiore dei manifesti.

Da considerare anche che la nostra redazione è sempre aperta verso gli studenti che vogliono mettere alla prova le loro capacità di scrittura e che vogliono progredire la loro esperienza scolastica unendosi al progetto di giornalismo, per cui, se uno studente è interessato a unirsi alla nostra redazione, può mettersi in contatto con i responsabili del giornalino attraverso la busta delle idee, o tramite i profili social.

Quindi che aspetti?

Join us!

Daniel Dellavalle

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Metà sede abbandonata, ecco i perché.

Vi siete mai chiesti perché metà dell’edificio che ospita la sede del nostro istituto sia completamente abbandonata?
E Come mai esiste una sede?

L’edificio  fu costruito nel lontano i XV secolo come monastero, e lo fu fino ai tempi di Napoleone, quando si trasformò in un’effettiva caserma.
Più avanti, negli anni della guerra, divenne un ricovero che offriva rifugio e cibo agli sfollati e, solo nella negli anni ’70, divenne l’Istituto Magistrale che conosciamo oggi, che ai tempi acquistò solo metà dell’edificio.
Gli indirizzi della scuola ebbero successo, e piano piano si riempì sempre di più, fino al punto che fu chiesto alla scuola Gatti di accogliere alcune delle nostre classi, diventando così la prima succursale.
Solo qualche anno fa, la ex scuola media, ebbe problemi dovuti alla vecchiaia della struttura, costruita con materiali di bassa qualità, e divenne ormai inagibile.
Per questo fummo costretti a trasferirci in una nuova succursale, attiva ormai da tre anni.
Ma perché non ristrutturiamo invece la restante metà del famoso casermone?
Il problema è che mancano fondi, e per questo, l’istituto “A. Monti” riunito sotto lo stesso tetto rimane un sogno lontano.
Gloria Falletta
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Creatività sta per…

Come sarebbe il mondo se tutte le persone fossero grigie e avessero una mente piatta?
Sarebbe un posto sempre monotono e triste, vero?
Ecco che entra in gioco la creatività.
La parola “creatività” deriva da “creare”, mentre il suffisso “-ività” significa “capacità” o “abilità”.
Quindi, creatività significa “capacità di creare”.
Spesso alcune persone non si considerano “creative”, magari perché non hanno mai provato ad esserlo, oppure per pura pigrizia, ignorando un loro talento nascosto che, con la creatività, avrebbero potuto far sbocciare e sviluppare.
Provare non costa nulla, anche se significa solo fare un piccolo disegno, qualcuno potrebbe trovarlo divertente o interessante. Questo è un primo passo per trovare una “propria” creatività.
Magari tutti potremmo essere scrittori bestseller, ma non lo sappiamo, perché non abbiamo mai provato ad essere creativi nell’inventare storie e personaggi.
Secondo me, tutti potremmo essere delle persone degne di nota un giorno, e la creatività è uno dei mezzi più importanti per raggiungerli.
Potremmo essere degli inventori a nostro modo.
La scuola è il mezzo più importante di uno studente per scoprire la propria creatività. Tutte le scuole dovrebbero aiutare gli alunni a scoprire la loro creatività nascosta, indirizzandoli e incoraggiandoli a seguirla.
Un buon metodo per sviluppare la creatività è fare “brainstorming”, ovvero pensare ad un concetto e trovare tutte le idee legate ad esso, poi si scrivono su un foglio e si spiega qual è il loro collegamento. Alla fine si ha sempre un’idea di base solida da cui partire.
In sostanza, nessuno non è creativo, bisogna solo trovare la voglia di scoprire questo lato di noi, che spesso è quello più strambo, folle e imprevedibile.
Perché nessuno vorrebbe quel mondo grigio e piatto, vero?

Annalisa Franco

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Ciò che rimane di Edith Finch

“Non sono sicura di come dirti tutto questo…
se vivessimo per sempre, forse avremmo il tempo di capire le cose.
Ma così com’è, credo che la cosa migliore che possiamo fare è cercare di aprire i nostri occhi…
…e cercare di apprezzare come sia strano e breve tutto questo”.
-Edith Finch

Ho deciso di inaugurare questa rubrica con uno dei videogiochi che più mi ha toccato e che preferisco in assoluto.

Sto parlando di “What Remains of Edith Finch” (“Ciò che Rimane di Edith Finch”), gioco della Giant Sparrow, uscito nel 2017, che ha ricevuto recensioni incredibilmente positive su Steam.

Trama
Seguiamo la storia di Edith Finch, ragazza diciassettenne, che sta facendo ritorno al luogo in cui ha vissuto i primi 11 anni della sua vita. Edith Finch non è una ragazza qualunque: lei è l’ultima discendente sopravvissuta della famiglia dei Finch.

Sua madre è morta da poco e le ha lasciato nel testamento una chiave che le permetterà di accedere a quella casa a cui non faceva ritorno da tanto tempo.

Questa casa si presenta pericolante e sviluppata verso l’alto e gli interni sembrano essere rimasti fermi nel tempo: le camere sono come erano state lasciate dai membri della famiglia prima che essi morissero, morte che è infatti uno dei temi centrali del videogioco.

La famiglia dei Finch sembra essere perseguitata da una maledizione.

Casa Flinch.

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La storia ci viene narrata da Edith stessa, che ci accompagna in questo viaggio all’interno di casa Finch dove ci vengono raccontati gli ultimi istanti di vita di ognuno dei membri della famiglia.

Per quanto sembri macabra come cosa, il gioco non è horror e tutto viene raccontato in una maniera narrativa elegante, attraverso l’uso di metafore (specialmente per quanto riguarda le morti dei membri più giovani della famiglia).

Poco a poco, quindi, scopriamo di più riguardo la storia di questa bizzarra famiglia, storia che risale addirittura al XIX secolo.

La grafica di questo videogioco non è iperrealistica e credo che in realtà sia meglio così. Essa dà quel senso di trovarsi in un luogo fermo nel tempo, con un’atmosfera quasi sognante.

La luce, inoltre, è stata usata alla perfezione, tanto che è possibile notare la polvere presente nell’aria vicino a sorgenti di luce.

Le varie stanze della casa sono costruite in maniera sublime, piene di dettagli che raccontano di più riguardo ai personaggi.

La camera da letto dei fratelli gemelli Calvin e Sam Finch.

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L’esperienza video-ludica dura circa 2 ore, ma se vogliamo esplorare per bene ogni minimo dettaglio della casa, può durarne anche 3. Inoltre, siccome gli aneddoti delle morti dei membri della famiglia sono raccontati in gran parte attraverso l’uso di metafore, vi ritroverete più volte a mettere in pausa il gioco e a pensare a cosa potrebbe significare ciò a cui avete assistito.

Questo a mio parere, è un videogioco che va davvero vissuto da tutte le persone che sono appassionate di videogiochi e anche da chi non lo è.

Ti fa riflettere sul significato della vita e della morte e una volta concluso vi ritroverete a pensarci molto.

Ci sarebbe inoltre da fare un discorso lunghissimo sulla mentalità dei personaggi di What Remains of Edith Finch e a tal proposito vi consiglierei di guardare, dopo aver finito di giocare, il video di Youtube “The Villain of Edith Finch”, che approfondisce nel dettaglio molti aspetti dei personaggi citati.
Se amate i giochi narrativi con storie scritte benissimo, What Remains of Edith Finch vi piacerà sicuramente e se siete, invece, amanti degli shooters, dovreste comunque cercare di dargli una possibilità, perché fidatevi che non ve ne pentirete.

Voto: 9/10

 

Benedetto Obliero

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La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai cosa ti capita.

Immaginate di essere alla fermata di un bus, ad aspettare in silenzio il mezzo che quotidianamente prendete. A un certo punto sentite la figura di un uomo che vi si siede vicino e con molta calma inizia a raccontare la storia della sua incredibile vita.
Questa è la scena iniziale del famoso film “Forrest Gump”.
Il protagonista è un uomo di circa 30 anni che fin da bambino capise di essere speciale, non solo perché ha dei tutori alle gambe o perché ha un quoziente intellettivo più basso rispetto alla massa, lui sapeva che nella sua vita avrebbe fatto grandi cose che lo avrebbero portato ad essere molto più forte di quanto non lo fosse già in quel momento.

Rivive la sua infanzia, la sua unica amica è Jenny, una bambina della sua stessa età che fin da subito capisce che era destinato a grandi cose. Esattamente come sua madre che fin da piccolo gli ripeteva una frase che a primo impatto può sembrare infantile o inutile ma, che nella vita del protagonista, ha segnato moltissimo: “La vita è come una scatola di cioccolatini non si sa mai cosa ti capita”.
Lui affronta molte dure avventure: dopo essere entrato nella squadra di football americano, grazie alla sua straordinaria velocità, entra nell’esercito e dopo la guerra e la sua vittoria gli venne data anche la medaglia all’onore. Ed è proprio grazie alla sua esperienza in guerra, dove purtroppo perse un suo grande amico, Bubba, riesce a trovare un’altra sua grande passione: il ping pong.

E dopo tutte le cose che aveva affrontato nella sua vita si sente vuoto così iniziò semplicemente a correre, come non aveva mai fatto: correre per giorni, mesi e addirittura anni.
Il film si conclude con la fine del racconto sulla sua storia e con l’incontro con sua moglie Jenny e suo figlio.
Questo film ci insegna che la nostra semplicità, il nostro coraggio e la nostra passione possono influenzare e cambiare in meglio non solo il nostro destino ma anche quello dell’intera umanità.

Laura Pucciarelli

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Hallo Würzburg

Gli stage all’estero che la nostra scuola offre sono molti e vari.

Alcuni di questi viaggi ti permettono non solo di viaggiare in tutt’Europa, ma anche di poter migliorare una lingua straniera, di conoscere nuove persone, di esplorare posti nuovi e di poter fare esperienze utili per sempre.

Abbiamo pensato di prendere in considerazione tra i vari, lo stage, appena concluso, a Würzburg (nell’alta Baviera in Germania), riservato alle classi del Liceo Linguistico, che si svolge ogni anno.

Il viaggio, dalla durata di sei giorni, dal costo di circa seicento euro, prevede un soggiorno in una famiglia tedesca che fornisce vitto e alloggio. Prevede anche una visita guidata a Norimberga o a Bamberg.

In base alle classi si svolge un diverso programma: per gli alunni di seconda sono previste al mattino lezioni in tedesco, di cui una di tedesco; al pomeriggio si svolgono, invece, visite guidate, escursioni e giochi.

Per gli alunni di quarta è previsto un percorso formativo che apre uno sguardo sul mondo del lavoro e include lezioni teoriche, incontri con esperti, visite aziendali e ricerche sul campo, laboratori e workshop, valide come venticinque ore di alternanza scuola lavoro.

Ma quale può essere la vera esperienza di questi sei giorni di stage? Ci siamo fatti raccontare da Heidi Berxulli, alunna del linguistico, che ha partecipato al viaggio, la sua esperienza di questo stage in Germania:

 

Heidi, ti andrebbe di descriverci Würzburg?

A mio parere,Würzburg era una bella città piena di bei posti e di negozi, tutti i luoghi che abbiamo visitato erano affascinanti e molto diversi rispetto ad Asti.

 

Dal punto di vista linguistico, questo viaggio è stato utile?

Si, è stato molto utile dal punto di vista linguistico. Il primo giorno capivamo poco quello che ci veniva detto, però dopo due/tre giorni riuscivamo a capire qualcosa in più, perché dopo un po’ ti abitui ai suoni e riconosci alcune parole.

 

Avete dovuto soggiornare presso una famiglia estranea, com’è stata la tua esperienza?

Meravigliosa, la nostra famiglia è probabilmente il ricordo più bello che mi rimane. Erano due persone anziane che ci hanno accolto calorosamente. La sera a cena parlavamo parecchio di come avevamo passato la giornata oppure della nostra famiglia e di noi. Abbiamo anche giocato diversi giochi da tavolo con loro, alcuni tedeschi, altri più comuni (ad esempio Uno). Mi sono trovata davvero bene in quella casa.

 

Dopo la tua esperienza, consiglieresti questo viaggio ai tuo compagni del Linguistico?

Sicuramente consiglio questo stage a tutti, è stata una delle esperienze più belle che io abbia fatto, mi rimangono tanti bei ricordi, luoghi bellissimi e tante nuove amicizie fatte.

 

Gli stage all’estero sostenuti dalla nostra scuola, quindi, sono non soltanto utili da un punto di vista formativo ma anche adeguato per un accrescimento personale.

 

Ringraziamo Heidi per la disponibilità verso la redazione.

 

Francesca Vassarotti

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